Con il Leoncavallo,
21 agosto 2025
Libertà e giustizia esprime ferma condanna per le modalità e le motivazioni addotte per l’improvviso sgombero dello storico centro sociale milanese Leoncavallo.
L’intervento, previsto per il 9 settembre, dopo che il Comune e i responsabili del Leoncavallo avevano aperto un confronto per portare la situazione dello stabile occupato alla piena legalità, si è svolto con un dispiegamento di forze dell’ordine in assetto antisommossa in una città ancora deserta.
“Oggi finalmente viene ristabilita la legalità. Il governo ha una linea chiara: tolleranza zero verso le occupazioni abusive”, ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, cieco sullo scandalo dell’immobile romano di proprietà del Demanio da vent’anni occupato abusivamente dai militanti di estrema destra di Casapound.
La politica dei due pesi e due misure attuata dal governo Meloni non ci sorprende, così come non ci sorprende l’uso fazioso dell’argomento sicurezza e legalità: già durante la discussione sul decreto Sicurezza, il governo aveva bocciato un ordine del giorno che chiedeva lo sfratto dell’organizzazione di matrice neofascista che continuava a godere di impunità nonostante, nel 2023, il giudice monocratico di Roma avesse ritenuto abusiva l’occupazione.
Ci preoccupa, invece, la volontà di sfregiare con un inutile atto di forza non solo una delle realtà sociali più significative di Milano – espressione di cultura non allineata, mutualismo, solidarietà e partecipazione, esempio di integrazione sociale per i soggetti più deboli là dove non arrivavano le istituzioni – ma la possibilità stessa di una mediazione.
Chiediamo che venga fatto ogni sforzo per non disperdere un patrimonio politico e sociale consolidato negli anni, e che si rigettino la gestione poliziesca dei conflitti urbani e la criminalizzazione degli spazi pacifici di dissenso.
CasaPound: il party neofascista che dura da 22 anni, courtesy del governo Meloni!
Immaginate: dal 2003, questi signori occupano un palazzo statale a Roma, via Napoleone III, trasformandolo in bunker privato. Danno erariale? Oltre 4,6 milioni di euro buttati, grazie a "negligenza gravissima" di chi dovrebbe vigilare.
Condanne? Sì, 2 anni e rotti per Iannone e soci nel 2023, ma sgombero? Nah, è all'ottava posizione in lista, come una prenotazione al ristorante che non arriva mai. Il governo urla "tolleranza zero" sulle occupazioni, ma per l'estrema destra?
Occhi chiusi e tappi nelle orecchie. Intanto, l'Esquilino multietnico sopporta, l'ANPI urla "vergogna", e CasaPound organizza eventi come se fosse casa loro (che lo è, abusivamente).
Perchè gli amici non si toccano!
Povera Italia




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