martedì 3 dicembre 2024

... Do.Ra. & Co. ...

❌no a rigurgiti fascisti, Piantedosi sciolga Do.Ra. 

 ✖️Inaccettabile striscione contro sacrario partigiano.

 È gravissimo che nell'Italia repubblicana nata dalla Resistenza, ci siano ancora organizzazioni che manifestano pubblicamente l'apologia del fascismo e del nazismo. Ed è inaccettabile che l'organizzazione fascista Do.Ra. (Comunità Militante dei Dodici Raggi), continui con azioni provocatorie e violente come quella contro il sacrario ai caduti di Cuveglio, Varese, dove si svolse, 81 anni fa, la battaglia del San Martino fra partigiani e nazifascisti. Un insulto alla memoria dei caduti e una ferita ai valori costituzionali, su cui presenterò un'interrogazione al ministro Piantedosi, al quale per l'ennesima volta chiederemo lo scioglimento di tutte le organizzazioni che si richiamano al fascismo. Il gruppo neonazista è da anni sotto inchiesta per tentata ricostituzione del partito fascista, eppure si muovono liberamente e si sentono legittimati e autorizzati a svolgere atti che alimentano odio e attaccano i valori sanciti dalla nostra Costituzione. Quanto tempo ancora dovrà passare prima che questa gente venga fermata? Il Ministro Piantedosi condanni questi atti e sciolga i Do.Ra. Chi alimenta nostalgie e ideologie nazifasciste, non può e non deve avere spazio. 

#TinoMagni #AlleanzaVerdiSinistra #interrogazione #Parlamento
Amedeo Rozera 

L'unico ministro degli interni che sciolse un movimento neofascista (Ordine Nuovo di Pino Rauti, le cui immagini vediamo, invece, affisse sui muri di Roma proprio in questi giorni) fu il democristiano Taviani nel 1973.
Ci risiamo. Vittorio Feltri, direttore editoriale de Il Giornale e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, torna a distinguersi per il suo seriale incitamento all’odio. Durante un’intervista a La Zanzara su Radio 24, commentando la morte del 19enne Ramy Elgaml e le proteste al Corvetto, Feltri ha definito le periferie “caotiche, brutte e piene di extracomunitari che non sopporto”. E subito dopo ha aggiunto: “Non mi vergogno affatto di considerare i musulmani delle razze inferiori. Gli sparerei in bocca”. Parole pesanti. Nel frattempo, il silenzio di chi dovrebbe dissociarsi è assordante. 
Le nostre istituzioni non possono essere rappresentate da chi trasforma la violenza verbale in una normalità accettabile. È questa la comunicazione di un uomo che siede nel Consiglio regionale lombardo, lo stesso che nel 2015 sfiorò la Presidenza della Repubblica, classificandosi secondo nei primi tre scrutini. 
Chi lo aveva proposto? Ricordate? 

(Fonti: Agi, Ansa, Milano Today) #smask #smascheralabestia #feltri #vittoriofeltri #musulmani #straniero #corvetto #ramy #governomeloni #politica #politicaitaliana

lunedì 2 dicembre 2024

... la "lista" di Giulia ...

TUTTI DEVONO SAPERE... Il diario di Giulia Cecchettin, una mappa per capire cosa non è l'amore. Tutti dovremmo leggere e far leggere i "15 motivi per lasciare Filippo Turetta". Giulia sapeva che cosa è una buona relazione, e che cosa non la rende tale. Questa competenza, invece, non era presente in Filippo. E se mai capitasse di gestire, o veder gestire, un rapporto in tal modo bisogna immediatamente chiedere aiuto !!! 

➧ «Abbiamo litigato per il fatto che non lo avessi fatto venire al compleanno della Elena (la sorella di Giulia, ndr)». 

➧ «Ha sostenuto più volte fosse mio dovere aiutarlo a studiare». 

➧ «Si lamentava quando mettevo meno cuori del solito». 

➧ «Necessitava di messaggi molte volte al giorno». 

➧ «Ha idee strane riguardo al farsi giustizia da soli per i tradimenti, alla tortura, robe così». 

➧ «Quando lui ha voglia tu non puoi non averne se no diventa insistente». 

➧ «Non accetta le mie uscite con la Bea e la Kiki». 

➧ «Non accetterebbe mai una vacanza mia in solitaria con maschi nel gruppo». 

➧ «Tendenzialmente i tuoi spazi non esistono». 

➧ «Lui deve sapere tutto, anche quello che dici di lui alle tue amiche e allo psicologo». 

➧ «Durante le litigate dice cattiverie pesanti e quando l’ho lasciato mi ha minacciato solo per farmi cambiare idea…». 

➧ «C’è stato un periodo in cui dopo esserci detti “Buonanotte” mi mandava sticker finché non vedeva che non ricevevo più messaggi per controllare che fossi davvero andata a dormire». 

➧ «Tutto quello che gli dici per lui è una promessa e prova a vincolarti così». 

➧ «Prendeva come un affronto il fatto che volessi tornare a casa prendendo l’autobus alla fermata più vicina e non in stazione». 

➧ «Una volta si è arrabbiato perché scesa dall’autobus volevo fare 5 minuti a piedi da sola mentre lui era da un’altra parte senza aspettarlo». 

Questi i 15 motivi, pubblicati da Repubblica, per cui Giulia Cecchettin voleva interrompere la sua relazione con Filippo Turetta. Questa lista deve essere letta – e ribadisco “deve” – con tutti i nostri figli e figlie. Perché in questa lista ci sono due evidenze. La consapevolezza di ciò che trasforma una relazione amorosa in una relazione manipolatoria. Giulia non parla in astratto. Elenca fatti molto precisi, nella sua lista. E ci fa comprendere che ogni volta che uno dei fatti in elenco è entrata nella sua vita, lei ha avuto la piena contezza di come quel fatto non fosse indicatore di una “buona relazione”. Giulia sa che cosa è una buona relazione, perciò sa anche che cosa non la rende tale. Questa competenza, invece, non era presente in Filippo. Che quindi, non essendo competente, segue un altro copione: quella della potenza e della prepotenza. Quello del controllo e della manipolazione. C’è davvero la percezione che Filippo non fosse all’altezza di una ragazza come Giulia. Che il bisogno di tenerla controllata e attaccata a sé, di non lasciarle i suoi spazi (come se avere i proprio spazi, da adulti, fosse una concessione che ricevi da qualcuno) fosse il modo con cui tenere appiccicata a sé una ragazza che invece aveva piena chiarezza del suo bisogno di libertà e autodeterminazione. Questo elenco stilato da Giulia va letto ai nostri figli e figlie, va condiviso con tutti i nostri studenti e studentesse. Serve alle ragazze come rinforzo a tutto quel lavoro di prevenzione della violenza di genere che già sta arrivando – e per fortuna – nelle loro vite e che cerca di mostrare loro in modo chiaro ed evidente come si fa a distinguere una relazione sana da una che non lo è. Deve però essere letto soprattutto con i ragazzi, perché in quei 15 motivi ci sono una serie di comportamenti quotidiani che i nostri figli maschi tendono a mettere in atto, quasi senza accorgersene ripercorrendo copioni amorosi in cui credono che la gelosia e il controllo siano strumenti adeguati a mantenere una relazione. Non sanno nulla di intimità, ma sanno – quasi implicitamente – che l’altro ti possa rimanere accanto perché ogni giorno prescrivi tante piccole cose con cui chiedi di ricevere prove e dimostrazioni continue dell’essere amato. L’amore non ha bisogno di prove, dimostrazioni, controlli e prescrizioni. Ed è fondamentale che tutti noi questa cosa la diciamo a voce alta alle nostre figlie, ma soprattutto ai nostri figli. Per cui, oggi vale la pena riprendere in mano la lista dei 15 motivi elencati da Giulia Cecchettin e regalarla ai nostri figli maschi, scrivendo in alto questo titolo a lettere cubitali: 

“QUANDO AMI UNA RAGAZZA, NON FARE MAI – ASSOLUTAMENTE MAI – NESSUNA DI QUESTE COSE”. 

E vale la pena, anche aggiungere un post-scriptum: se mai nella vita ti capitasse di fare una di queste cose o semplicemente di sentire molto forte e intenso il desiderio di farlo, chiedi immediatamente aiuto. Lo stesso vale per i tuoi amici: se uno racconta che è in questo modo che gestisce la sua relazione amorosa con una ragazza, fermalo e aiutalo a riflettere sul fatto che ciò che sta raccontando può essere tutto, ma non è certamente amore.

... l'attacco del 7 ottobre ...

Una task force indipendente guidata dal giudice Varda Alsheikh ha analizzato in dettaglio le circostanze che hanno portato ai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023. Ecco caso è emerso: Le indagini della Civilian Commission of Inquiry into October 7, una task force indipendente guidata dal giudice Varda Alsheikh (che ha coinvolto accademici ed esponenti della società civile israeliana per analizzare in dettaglio le circostanze che hanno portato ai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023) hanno portato alla luce crepe profonde all’interno del governo israeliano, rivelando come una serie di errori e omissioni abbiano favorito l’attacco di Hamas. Il rapporto, pubblicato il 26 novembre, traccia un percorso chiaro verso la verità. L’attacco del 7 ottobre 2023, denominato Operazione Al-Aqsa Flood, è stato un capitolo di sangue e dolore nel lungo conflitto israelo-palestinese, un evento che ha scosso profondamente la società israeliana e internazionale e ha messo a nudo le fragilità del sistema. La commissione è stata particolarmente severa nel giudicare il primo ministro Benjamin Netanyahu ritenendolo direttamente responsabile di una serie di decisioni scellerate che hanno minato gravemente la capacità di risposta del Paese di fronte all’emergenza. Secondo il rapporto, Netanyahu avrebbe concentrato il potere nelle proprie mani, minando deliberatamente il ruolo del governo e del Consiglio di sicurezza nazionale. Questo processo ha impoverito il dibattito pubblico, privando il Paese di un confronto aperto e trasparente sulle scelte strategiche. La mancanza di dialogo è stata attribuita alla volontà del premier di mantenere un controllo assoluto sulle decisioni più delicate, un approccio che ha gettato un manto di piombo sulle istituzioni, immobilizzandole in un letargo profondo. La commissione ha evidenziato come questo accentramento del potere abbia compromesso la capacità del Paese di rispondere in maniera tempestiva ed efficace alle minacce, inclusa quella rappresentata da Hamas. Il rapporto descrive anche il caos operativo che ha caratterizzato la risposta israeliana all’attacco del 7 ottobre. Per ore, le forze di terra non sono riuscite a intervenire, lasciando che Hamas penetrasse negli insediamenti e catturasse oltre 250 soldati e civili, portandoli come prigionieri a Gaza. Nel frattempo, l’aeronautica israeliana ha risposto con una strategia che si è rivelata altrettanto problematica. L’utilizzo di elicotteri Apache e droni armati ha causato danni indiscriminati, colpendo non solo i miliziani di Hamas ma anche civili israeliani, inclusi alcuni che partecipavano al festival musicale Nova lungo il confine. Questa reazione disordinata ha acceso una luce rossa sulle reali capacità delle forze armate israeliane, lasciando la popolazione con un groppo in gola e mille domande senza risposta. Tra le decisioni più scandalose emerse dal rapporto vi è l’attivazione della direttiva Annibale. Questa linea d’azione, altamente discutibile e paragonabile ad una vera e propria fossa comune, prevede che le forze israeliane colpissero con forza letale i propri cittadini per evitare che venissero presi come prigionieri. Le implicazioni di questa direttiva hanno innescato una tempesta politica, dividendo l’opinione pubblica e mettendo a dura prova i rapporti internazionali di Israele. Il sacrificio di vite umane in nome della strategia ha generato un dibattito etico serrato, con molti che hanno condannato una scelta considerata immorale e inaccettabile. Sul fronte palestinese, Hamas ha cercato di sfruttare i prigionieri catturati come leva negoziale, proponendo uno scambio con migliaia di palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane. Tuttavia, questa proposta non è mai stata seriamente considerata dal governo israeliano, che ha invece intensificato le sue operazioni militari nella Striscia di Gaza. Israele ha successivamente attribuito ad Hamas la responsabilità per tutte le morti avvenute durante l’attacco, sostenendo che il movimento aveva deliberatamente massacrato civili israeliani. Ma non tutti sono convinti di questa versione dei fatti. Investigatori indipendenti, scavando a fondo, hanno rivelato evidenze che suggeriscono un quadro ben più intricato e inquietante. Secondo alcune indagini, Israele potrebbe aver facilitato l’attacco del 7 ottobre come pretesto per giustificare una risposta militare su larga scala. Questa teoria, sebbene respinta dal governo israeliano, trova supporto nell’escalation che ha seguito l’attacco. In poche settimane, le operazioni militari israeliane a Gaza hanno causato oltre 44.000 vittime, per la maggior parte donne e bambini, un macello legalizzato, una vergogna che ha gelato il sangue nelle vene di ogni persona civile. Eppure, la comunità internazionale ha preferito guardare altrove, indifferente di fronte a un’atrocità inaudita. Inoltre, i progetti relativi alla creazione di insediamenti ebraici nella Striscia hanno contribuito a creare un clima di diffidenza nei confronti del governo israeliano, rafforzando l’idea che l’obiettivo ultimo sia l’annessione completa del territorio. Il rapporto potrebbe rappresentare un punto di non ritorno. Un bivio sulla strada della storia di Israele, dove si decidono i destini di una nazione. Le sue conclusioni non solo mettono in discussione la leadership di Netanyahu, ma aprono un dibattito più profondo, una vera e propria battaglia ideologica sulla giustezza delle azioni israeliane nei confronti di Gaza e del popolo palestinese. Il futuro politico del primo ministro è appeso a un filo, e un qualsiasi passo falso potrebbe precipitarlo nel baratro. Al di là delle responsabilità individuali, il rapporto pone una domanda fondamentale, sul futuro di Israele, che trascende il presente: a quale prezzo, in termini di reputazione internazionale e coesione sociale, si può garantire la sicurezza nazionale sacrificando i diritti umani? Il 7 ottobre è stato un urlo straziante che ha messo a nudo una ferita mai rimarginata. La violenza, in tutte le sue forme, è un’ombra che accompagna da sempre il popolo palestinese, e solo affrontando le radici profonde di questo male potremo sperare in un futuro diverso. l’autore:L’autore: Andrea Umbrello è direttore editoriale & Founder di Ultimavoce

domenica 1 dicembre 2024

... Torino 0 - Napoli 1 ...

TORINO - Il Napoli vince 1-0 all'Olimpico Grande Torino contro i granata di Vanoli: decisivo il gol di McTominay, al 31' del pirmo tempo, su imbeccata di Kvaratskhelia. Tre punti d'oro per gli azzurri di Antonio Conte che allungano in testa alla classifca, a +4 su Inter e Atalanta attese dalle difficili trasferte di Firenze e Roma. 

 Anche se giocavano due giorni di fila non avrebbero nemmeno tirato in porta. Oggi grazie a Savic abbiamo evitato almeno 3 pappine. Una pena di squadra da buttare nell’umido.
Vanoli va tutto bene... 
Adesso prendi le tue cose e vai..... 
Portati dietro tutti questi cessi....

... ADNKRONOS ...

ADNKRONOS 

M5S, ecco la vecchia scrittura privata Grillo-Movimento: cosa prevedeva di adnkronos - 29 Novembre 2024 – Beppe Grillo si è impegnato a non promuovere "alcuna contestazione" nei confronti del Movimento 5 Stelle per quanto riguarda l'uso del nome e del simbolo, anche se in futuro il logo sarà modificato "in tutto o in parte". Mentre si avvicina la resa dei conti tra Grillo e Giuseppe Conte, l'Adnkronos è entrata in possesso della scrittura privata stipulata tra l'Elevato e il Movimento 5 Stelle, dove è fissato nero su bianco l'impegno del comico genovese a non intraprendere azioni legali circa l'utilizzo del simbolo da parte del M5S. Di questo documento hanno parlato sia Conte sia il notaio del Movimento, Alfonso Colucci, in diverse interviste. Ma la carta che di fatto 'blinda' il simbolo pentastellato nel forziere di Via Campo Marzio non era stata mai diffusa. Il documento è sicuramente successivo al 2021, visto il riferimento alla sede nazionale di Campo Marzio che si stabilisce lì in quell'anno. Ma la data precisa della scrittura è riservata e coperta da omissis nella versione di cui è entrata in possesso l'Adnkronos. Nella scrittura privata si fa riferimento alla "manleva" garantita dal Movimento, che solleva Grillo dalle conseguenze patrimoniali derivanti da eventuali cause giudiziarie. In cambio di questa sorta di scudo legale, l'Elevato è chiamato a prendere una serie di "impegni". Nel dettaglio, si legge a pagina 14 del documento visionato dall'Adnkronos, Grillo è obbligato "a non formulare in proprio e quale legale rappresentante delle associazioni" M5S del 2009 e del 2012 "alcuna contestazione" nei confronti dell'Associazione Movimento 5 Stelle 2017 (ovvero quella presieduta da Conte) "con riguardo all'utilizzo del nome Movimento 5 Stelle e/o del simbolo" descritto nella premessa ("linea di circonferenza color rosso recante al proprio interno, nella metà superiore del campo, in carattere nero su fondo bianco, la dicitura MOVIMENTO, la cui lettera V è scritta in rosso con carattere di fantasia e nella metà inferiore del campo, disposte orizzontalmente, cinque stelle a cinque punte di colore giallo, più chiaro nella parte alta più scuro nella parte bassa, con una linea di contorno scura, con l'indicazione nella parte inferiore della circonferenza 'ilblogdellestelle.it'"), nonché del simbolo "come finora modificato e in futuro modificabile, in tutto o in parte", dal M5S. Ma non è tutto. Grillo si impegna anche "a non prestare collaborazione funzionale e/o strutturale ad altre associazioni che hanno quale finalità quella di svolgere attività in contrapposizione e/o concorrenziale" con il Movimento: in buona sostanza, qualora dovesse verificarsi una scissione o dovesse nascere una nuova forza politica filo-grillina antitetica al Movimento di Conte, Beppe Grillo non potrebbe lavorare con o per questa nuova formazione. Il punto 6 del documento rivela l'estensione temporale dell'accordo. "Il presente contratto – si legge – è senza termine di durata" e si risolverà solo con lo scioglimento dell'Associazione Movimento 5 Stelle con sede in Roma alla Via di Campo Marzio n. 46. In tal caso, "la manleva sarà efficace solo in relazione ai contenziosi radicati entro 5 anni decorrenti dalla data di scioglimento della medesima" salvi gli effetti "della manleva 2018". In vista della votazione bis sulle modifiche statutarie che si terrà dal 5 all'8 dicembre, Conte è tornato a parlare della 'guerra' a distanza con il garante, che ha chiesto formalmente la ripetizione del voto: "Il risultato" sul quesito relativo all'abolizione del garante "ha sorpreso anche me. E' la democrazia, dobbiamo prenderne atto", ha detto l'ex premier agli Stati generali della ripartenza, a Bologna. "Adesso viene fuori che i suoi seguaci stanno predicando di non votare, ma se eserciti la clausola che ti conferisce il potere che è fuori dal tempo di ri-votare, non è una contraddizione? Il tutto perché? Per dimostrare che si è sopraelevati, rispetto a cosa?", ha proseguito il leader pentastellato a proposito della mobilitazione dei sostenitori di Grillo che hanno lanciato l'hashtag #IoNonVoto con l'obiettivo di far fallire il quorum della prossima votazione. "Non puoi dire a tutti gli iscritti di trovarsi un'altra casa. Sei stato rivoluzionario a fare questo processo – ha rimarcato Conte – ma una volta fatto ti devi render conto che non hai costituito una fondazione familiare, ma un movimento politico che non appartiente a me, a lui, a un terzo, ma agli iscritti". 

 (di Antonio Atte)

... calendario ...

... diventa quasi noiosa la sequenza di scongiuri e di rabbia all'inizio di ogni mese di questo anno disgraziato!!!

... dicembre ...

... ultimo mese di questo anno BASTARDO ... ultime possibilità di colpirmi con disgrazie e mazzate varie, e poi si spera in un futuro meno traumatico!!