lunedì 6 maggio 2013

... da LeG ...

“Non è cosa vostra” Manifestazione per la Costituzione Il 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica, Libertà e Giustizia sarà in piazza (P.zza Santo Stefano dalle 13.30 alle 17.30) a Bologna con Gustavo Zagrebelsky e Stefano Rodotà per rinnovare un atto di fedeltà alla Costituzione. Obiettivo è quello di unire associazioni, singoli cittadini e quelle forze politiche che saranno disponibili in un grande movimento che vigilerà nei prossimi mesi sul lavoro parlamentare: si possono cambiare singoli articoli e punti specifici ma non l’impianto e la stabilità della Costituzione del ’48. NO alla Convenzione. NO al presidenzialismo all’italiana. SI’ invece al varo di una legge elettorale che rispecchi le scelte dei cittadini. Prime adesioni: Comitato Salviamo la Costituzione: aggiornarla non demolirla; Scuola di formazione politica “Antonino Caponnetto”; Articolo 21; Comitati Dossetti; MicroMega; Liberacittadinanza; Associazione reggiana per la Costituzione. L’Italia nonostante Andreotti di Sandra Bonsanti All'età di 94 anni è scomparso il senatore a vita Giulio Andreotti. E’ stato il politico forse più potente della nostra storia repubblicana, ma anche un uomo debole: i patti, le alleanze, gli accordi che prendeva con tutti, dalla mafia alla malavita, dalla P2 ai servizi segreti di altri paesi, prima lo affascinavano, lo tenevano prigioniero nel suo mondo di ombre, poi lo terrorizzavano e allora cercava di disfarsene. Associazione Libertà e Giustizia viale Col di Lana 12 - 20136 Milano MI tel 0245491066 - fax 0245491067 info@libertaegiustizia.it - www.libertaegiustizia.it

... da affaritaliani.it ...

E' morto Giulio Andreotti Lunedì, 6 maggio 2013 - 13:21:00 Si è spento a Roma all'età di 94 anni Giulio Andreotti. Da tempo malato, era stato Presidente del Consiglio sette volte. Si dovrebbero tenere domani i funerali. Leader storico della Democrazia Cristiana, partecipò alla stesura della Costituzione insieme ai 'padri nobili' della Patria. Senatore a vita, fu ministro degli Esteri, della Difesa, delle Finanze e dell'Industria. Fu inquisito per mafia a Palermo. Nessuno come lui puo' dire di aver fatto l'Italia, nemmeno il Conte di Cavour. Se questi l'Italia la penso', la volle e la sogno' (ma non la vide), Andreotti di sogni non ne ebbe mai molti. Di volonta' pero' ne ebbe tanta, e soprattutto capacita' di pensiero. Molto piu' di pensiero che si azione, se e' vero che lo riformarono in malo modo alla visita di leva e lui, divenuto ministro della difesa, ando' a vedere che fine avesse fatto quell'ufficiale medico, per scoprire che se lo era portato via un infarto prima del tempo. BEPPE GRILLO SU ANDREOTTI “Quando morirà Andreotti finalmente gli toglieranno la scatola nera dalla gobba e finalmente sapremo la verità….”. Questa una vecchia battuta di Beppe Grillo su Giulio Andreotti, durante uno spettacolo teatrale prima che scendesse in politica.scomparso oggi lunedì 6 aprile 2013. Andreotti, piu' di Cavour, ci ha lasciato l'Italia che conosciamo, con i suoi pregi (che sono molti) e i suoi difetti (che sono altrettanti). Lui il Paese lo ha lentamente e costantemente plasmato, con quella capacita' di vedere e intervenire prima degli altri con una prontezza che Manzoni mise in bocca al conte Zio e Guicciardini indica, nei suoi "Ricordi", come una delle vere cifre dello statista. Non a caso Andreotti e' stato l'unico politico italiano a divenire una leggenda ancora da vivo. Come tutte le leggende, ha sempre diviso in due campi chi ne parlava. I suoi detrattori a sinistra lo chiamavano Belzebu' (tradendo pero' una involontaria ammirazione per le sue presunte arti mefistofeliche), i suoi ammiratori a sinistra (ne aveva) al centro e anche a destra (ne aveva pure qui) ne hanno sempre parlato come l'unico vero statista moderno del paese. Piu' di Aldo Moro, piu' di Alcide De Gasperi. Addirittura. Lui e Aldo Moro si conoscevano dai tempi della Fuci, la federazione universitaria dell'Azione Cattolica. Sotto il fascismo la Fuci era guardata con sospetto perche' era esattamente quello che Mussolini intuiva: non un covo di oppositori in armi, ma il campetto dove si addestravano quanti si stavano preparando al momento in cui il regime avrebbe dimostrato la sua caducita'. Lui e De Gasperi invece si conobbero un po' piu' tardi, auspice il Cardinal Montini, e presto ne divenne sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. Quando andavano in chiesa, si prese a dire nella Roma del dopoguerra, De Gasperi parlava con Dio, il suo assistente con il sacrestano. Chissa' se e' vero, o se e' uno dei tanti aneddoti che lo stesso Andreotti non disdegnava di alimentare. Fatto sta che Andreotti non ebbe mai con il Vaticano quel rapporto di profonda affezione e sofferta insofferenza che invece ebbe il suo primo mentore. Al quale si deve il conferimento del primo incarico governativo all'allievo tanto promettente, e che ricompenso' con il tempo tutta questa fiducia divenendo (in ordine di importanza): sette volte presidente del Consiglio; otto volte ministro della difesa; cinque volte ministro degli esteri; tre volte ministro delle partecipazioni statali; due volte ministro delle finanze; una volta ciascuno ministro degli interni, delle politiche comunitarie e del tesoro. Si sente dire ne "Gli onorevoli", storico film di Toto' del 1963: "Non c'e' rosa senza spine, non c'e' governo senza Giulio". Erano 50 anni fa esatti, e a Giulio mancava ancora un bel pezzo di carriera. NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato alla famiglia Andreotti il seguente messaggio: "Sulla lunga esperienza di vita del Senatore Giulio Andreotti e sull'opera da lui prestata in molteplici forme nel piu' vasto ambito dell'attivita' politica, parlamentare e di governo, potranno esprimersi valutazioni approfondite e compiute solo in sede di giudizio storico. A me spetta in questo momento rivolgere l'estremo saluto della Repubblica a una personalita' che ne ha attraversato per un cinquantennio l'intera storia, che ha svolto un ruolo di grande rilievo nelle istituzioni e che ha rappresentato con eccezionale continuita' l'Italia nelle relazioni internazionali e nella costruzione europea. Esprimo alla gentile consorte signora Livia e a tutti i familiari la mia vicinanza e sentita partecipazione al loro cordoglio, anche nel ricordo dei rapporti di collaborazione istituzionale e personali che intrattenni con lui in diversi periodi della vita nazionale". LETTA - Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, esprime il cordoglio per la scomparsa di Giulio Andreotti. Protagonista della democrazia italiana sin dalla nascita della Repubblica dopo i traumi della dittatura e della guerra, ininterrottamente presente nelle istituzioni e nelle assemblee rappresentative, con lui - prosegue una nota diffusa da Palazzo Chigi - se ne va un attore di primissimo piano di oltre sessant'anni di vita pubblica nazionale. Alla famiglia le sentite condoglianze personali del presidente del Consiglio e del governo tutto, conclude la nota.

... futuro rimandato? ...

... un mio malessere, poi due notti "chez maman" e lo squarcio su un futuro possibile sembra richiudersi ... forse questa settimana? chissà ...

... da affaritaliani.it ...

Delitto Moro, la nuova teoria: "Aldo sequestrato dalla Kgb" Lunedì, 6 maggio 2013 - 14:51:00 Il delitto di Aldo Moro sarebbe stato frutto di una strategia del terrorismo internazionale che avrebbe usato le Brigate Rosse per l'omicidio. Il meccanismo era stato pensato, progettato e ideato dai servizi segreti dei paesi comunisti. Insomma, a uccidere lo statista democristiano furono si le BR, ma eterodirette e manipolate da agenti e interessi assai lontani dai confini del nostro Paese. 35 anni dopo l'uccisione di Aldo Moro il libro del sociologo Rocco Turi "Storia segreta del PCI" (in questi giorni in libreria per Rubbettino) riapre il caso sotto una luce completamente diversa. Per l'autore del saggio le prove di questa sua tesi, per certi versi rivoluzionaria rispetto a quanto si e' detto e scritto finora, sono da ricercare seguendo le tracce dei partigiani italiani fuggiti in Cecoslovacchia con la complicita' del Partito Comunista italiano e dell'apparato protettivo dei Paesi del medio Est europeo. "Dietro la vicenda Moro - scrive Rocco Turi nel suo libro - si muovono storie e personaggi bene identificati che riconducono e coinvolgono direttamente esponenti chiave del partito comunista cecoslovacco, ma i mille depistaggi di questi ultimi 35 anni hanno portato gli studiosi della materia e gli stessi investigatori su strade completamente diverse e lontane dalla vera storia del delitto. Alla base di questo saggio, frutto di oltre 30 anni di ricerche negli archivi segreti delle autorita' diplomatiche dei paesi dell'Est - sottolinea lo studioso - e ci sono decine di documenti storici top-secret (pubblicati nel libro) che confermano il ruolo determinante e dirompente che i nostri partigiani fuggiti a Praga svolsero in tutti gli anni che seguirono la loro fuga dall'Italia. Un nome per tutti - annota Turi - quello di Rudolf Barack, ex ministro dell'interno cecoslovacco negli anni 50, che mai aveva accettato di incontrare uno studioso straniero, e che conferma durante un colloquio personale che i partigiani italiani furono per anni al servizio del KGB e della polizia segreta cecoslovacca". Non a caso, secondo Turi, la Cecoslovacchia fu meta preferita per l'addestramento di terroristi provenienti da tutto il mondo, e tutto questo oggi lo si ritrova nelle carte diplomatiche di quegli anni a cui l'autore del saggio ha avuto il privilegio di poter accedere grazie ad una borsa di studio del governo italiano, e che sono il vero cuore del libro.

giovedì 2 maggio 2013

... i migliori anni ...

... una telefonata, una semplice telefonata, ed ecco aprirsi all'improvviso uno squarcio su un futuro possibile, difficile da costruire, certo, ma possibile ...

mercoledì 1 maggio 2013

... da LeG ...

Il ricatto di Berlusconi: fermatelo! Sarà molto difficile spiegare ai militanti in rivolta e agli elettori che si sentono traditi che questo governo valeva il sacrificio di un accordo con il Pdl. E mentre il nuovo dicastero a guida Enrico Letta riceve la fiducia quasi unanime del Parlamento (fatta eccezione per il Movimento 5 Stelle, Sel e Fratelli d'Italia con la benevola astensione della Lega), il Cavaliere alza già il tiro, chiedendo l'abolizione totale dell'Imu, a differenza di quanto sostenuto in aula da Franceschini, che prevedeva solo una proroga della rata di giugno. Ma il pressing di Berlusconi non si limita ai provvedimenti economici, tenta, il capo della destra, di avere mani libere sulle riforme istituzionali, avocando a sé la presidenza della “Convenzione”. Non soddisfatto dei colpi che ha già dato alla Costituzione negli anni dei suoi governi, l’obiettivo è quello di scardinare la democrazia parlamentare per trasformarla in quel presidenzialismo che solo Quagliarello, neo-ministro per le riforme costituzionali, ha sostenuto nel lavoro dei saggi chiamati da Napolitano. Libertà e Giustizia si rivolge al presidente Letta affinché respinga nettamente il ricatto di Berlusconi. Procedere su questa strada sarebbe tradire il giuramento che tutto il governo ha pronunciato al Quirinale. Associazione Libertà e Giustizia viale Col di Lana 12 - 20136 Milano MI tel 0245491066 - fax 0245491067 info@libertaegiustizia.it - www.libertaegiustizia.it

... maggio! ...

... e così anche aprile è terminato, e, lungi dal farci sudare, ci ha coperto di pioggia, lasciandoci addosso dei brividi di freddo e la sensazione di aver perso un altro po' di tempo ... inizio maggio con il rock dei Nirvana e con la speranza che questo mese scuota la polvere dell'inutilità che continua a coprire il mio cammino di vita ...