sabato 23 settembre 2023

... vigilia di fuoco! ...

... speriamo che la visita di Spalletti porti bene!! ...

... Autunno ...

L'autunno 2023 inizia, astronomicamente parlando, sabato 23 settembre, alle 8:49 ora italiana, quando scocca l'ora dell'equinozio d'autunno. L'equinozio (dal latino aequinoctium, "notte uguale") è quel momento della rivoluzione terrestre in cui il Sole appare proprio sopra allo zenit per un osservatore situato all'equatore. In quest'occasione, che si ripete in autunno e in primavera, il dì dura quanto la notte: 12 ore. Ricordate? Per l'inizio della stagione più colorata dell'anno anche Google, nel 2021, ha ideato un Doodle animato sulla caduta delle foglie. Scienza Le quattro stagioni? Da un punto di vista biologico sono solo due Il giorno in cui cade l'Equinozio d'autunno, il Sole sorge quasi esattamente ad est, e tramonta quasi esattamente ad ovest. E nei sei mesi seguenti, al Polo Nord inizierà una lunga notte (preceduta e seguita da una fase crepuscolare di transizione), e al Polo Sud un lungo giorno in cui il Sole non tramonterà sotto all'orizzonte: fenomeni, questi, che si concluderanno con l'equinozio di primavera. UN GIORNO PER RIMETTERSI IN PARI. In pratica è come se ogni anno l'equinozio di primavera arrivasse con oltre sei ore di ritardo - un tempo che il nostro calendario non calcola - finché, ogni quattro anni, non interviene l'anno bisestile a rimettere a posto le cose, sincronizzando di nuovo anno siderale e calendario gregoriano e colmando gli ultimi quarti di giorno "persi" negli anni passati. Ambiente Perché il cambio di colore delle foglie ritarda ogni anno sempre di più? UNA STORIA TORMENTATA. ll rapporto tra uomo e calendari ha sempre richiesto adattamenti e compromessi. Andavano ciclicamente aggiustati: nel 46 a. C. Giulio Cesare incaricò l'astronomo alessandrino Sisogene di rimettere in pari le date rispetto alle stagioni (l'equinozio primaverile cadeva… all'inizio dell'inverno). Si stabilì che il 46 a. C. avesse 445 giorni; il caos precedente era tale che quello fu detto ultimus annus confusionis. Sisogene definì un anno di 365 giorni, con un anno bisestile ogni 4: era il calendario giuliano. L'ORIGINE DEI NOMI. Sotto Augusto furono apportate altre piccole modifiche: il 5° mese fu dedicato a Giulio Cesare (iulius, luglio) e il 6° Augusto lo dedicò a se stesso (augustus, agosto). L'anno iniziava a marzo: settembre, ottobre, novembre e dicembre sono così chiamati perché erano il 7°, l'8°, il 9° e il 10° mese dell'anno latino. UNA NOTTE LUNGA 10 GIORNI. Il calendario giuliano fu riformato da papa Gregorio XIII (calendario gregoriano): dato che un anno effettivo dura 365 giorni + 5 ore e 48', nei secoli questo scarto aveva fatto cadere l'equinozio primaverile l'11 marzo, con un anticipo di 10 giorni. Per andare in pari fu presa una misura drastica: la gente si coricò la sera del 4 ottobre del 1582 e si risvegliò… il 15 ottobre. Per raffinare la durata media dell'anno, poi, furono soppressi i bisestili degli anni centenari non multipli di 400 (il 2000 è stato bisestile, ma il 2100, il 2200 e il 2300 no).

venerdì 22 settembre 2023

... una vigilia mancata! ...

... domani mattina si doveva partire per Mattie ma un devastante attacco di virus simil-influenzale ci ha bloccato: vietato programmare!!

giovedì 21 settembre 2023

... un incoraggiamento! ...

... la mia speranza è di poter uscire dalla presente triste situazione in modo decente e, se possibile, con poco o punto dolore!

mercoledì 20 settembre 2023

... una riflessione! ...

Sei venuto nudo, 
te ne andrai nudo. 
Sei venuto senza niente 
te ne andrai senza niente. 

Allora da dove vengono così tanto odio, risentimento, invidia, egoismo e orgoglio? 
Andremo tutti a mani vuote, abbiamo vinto tutte le cose materiali, abbiamo vinto qui e lasceremo tutto qui. 
L'unica cosa che ti accompagnerà, che hai effettivamente guadagnato qui è l'amore che hai condiviso, la compassione che hai mostrato, la tua umiltà, la tua gratitudine, il tuo aiuto, la tua gentilezza. 

Questa è l'eredità che lascerai qui e che tutti ricorderanno.

martedì 19 settembre 2023

... la parola che manca!! ...

LA PAROLA CHE MANCA: SCUSA 

Oggi Meloni, in una Lampedusa al collasso, in piena emergenza e con gli sbarchi di migranti che raddoppiano, si è presentata ai cittadini dicendo “io ci metto la faccia". Ma non erano queste le parole da pronunciare dopo un anno di fallimenti e di prese in giro. Oggi le parole da pronunciare erano: “Vi chiedo scusa”. Meloni avrebbe dovuto dire: vi chiedo scusa perché vi ho illuso prospettando la ricetta facile del “blocco navale” che io stessa sapevo irrealizzabile. Vi chiedo scusa perché all’esito del Consiglio europeo del 29-30 giugno scorso vi avevo fatto credere che, grazie al mio intervento, c’era stata “una svolta totale” sulla gestione europea dell’immigrazione, mentre nessun reale passo avanti era stato compiuto. Vi chiedo scusa perché vi ho illuso che il Memorandum concluso con la Tunisia a fine luglio scorso avrebbe impedito i flussi migratorii verso l’Italia mentre nessuna clausola di quel Memorandum può davvero garantirci questo risultato. Vi chiedo scusa perché in sede europea ho sin qui agito ambiguamente, preferendo tutelare le mie amicizie politiche polacche e ungheresi anziché dare prevalenza ai nostri interessi nazionali ed europei. Vi chiedo scusa perché anche dopo la grave tragedia di Cutro ho continuato a ricorrere agli slogan promettendovi che avrei rincorso i trafficanti lungo tutto il “globo terracqueo”. Vi chiedo scusa, in definitiva, perché ho continuato sin qui, anche da Presidente del Consiglio, a fare comizi e propaganda trascurando gli impegni di trasparenza e responsabilità che vanno attuati quando si governa un Paese. Purtroppo neppure oggi c’è stata una svolta nel segno delle scuse e dell’abbandono di gesti di propaganda e arroganza. Peraltro il Governo sopraffatto dagli sbarchi si sta pericolosamente spaccando. Da una parte Meloni, che ieri urlava all'Europa "è finita la pacchia", e oggi è costretta a implorare l'aiuto dell'Ue e a supplicare la Presidente Von der Leyen di accompagnarla a Lampedusa. Dall’altra Salvini, che si ritrova a Pontida con Marine Le Pen. La verità è che Meloni e Salvini sono più impegnati a soffiarsi gli elettori a destra che a trovare risposte alle urgenze delle persone. In mezzo alle loro liti restano i lampedusani che non ne possono più, così come tutti i cittadini italiani che non vedono mezza risposta ai problemi di tutti giorni, al carovita che morde anche il ceto medio. Brigata Wagner, benzinai cattivi, complotti internazionali: sono bravissimi a inventare nemici, pessimi se si tratta di trovare soluzioni.

lunedì 18 settembre 2023

... Salernitana - Torino 0 a 3 ...

È UN TORO DA RIDERE, 0-3 A SALERNO, ARECHI ESPUGNATO, APOTEOSI CAIRO!!! Fuochi d'artificio a Masio, Forte dei Marmi, Milano e soprattutto a Torino. Il Toro vince tre a zero a Salerno grazie a un Radonjic strepitoso (voluto da Cairo) e si invola a quota sette punti. La squadra di Juric è stata cinica e ha rischiato di prendere gol, ma Vanja è stato strepitoso e la fase offensiva ancora di più. È un Toro da ridere, le avversarie invece possono solo piangere.