sabato 12 dicembre 2009

...quarant'anni fa, alle 16,37...

Il 12 dicembre del 1969 fino alle 16.37 piazza Fontana a Milano era solo un posto abbastanza anonimo dove passavano i tram. Situata dietro il Duomo con ai lati la Banca Nazionale dell'Agricoltura e l'edificio dell'Arcivescovado e al centro qualche panchina. L'esplosione che trasformò un giorno d'inverno nel nostro primo 11 settembre (in seguito ne abbiamo avuti decine dall'Italicus alla strage di Capaci) sventrò la banca, uccise 17 persone e ne ferì in modo grave un centinaio. Fu un tentativo di colpo di Stato. Nessuno può rispondere con certezza se il tentativo riuscì oppure no. "La situazione che si era creata avrebbe dovuto portare a un colpo di Stato" ha dichiarato in seguito il giudice Gerardo D'Ambrosio che indagò sulla strage. Della stessa opinione fu Aldo Moro che quel giorno disse: "Siamo in guerra" e in seguito aggiunse: "Ci sono tanti modi di fare politica: e tra i tanti c'è anche quello delle bombe". L'allora presidente Saragat voleva proclamare "lo stato di pericolo pubblico" mai adottato nella storia repubblicana. Moro si oppose. Era un possibile "golpe alla greca" dei colonnelli con leggi eccezionali e l'eventuale ricorso a elezioni anticipate. Piazza Fontana è stato un attentato politico, la prova provata è che gli unici condannati sono stati alcuni ufficiali dei servizi segreti italiani. I segreti di Piazza Fontana, condivisi da una parte della classe politica e degli apparati dello Stato, hanno "contaminato" tutta la storia successiva del Paese. L'impunità dei mandanti "ha distrutto la fiducia nello Stato di un'intera generazione di cittadini", secondo le parole di Paolo Emilio Taviani, ministro democristiano dell'epoca.
Le indagini si bloccarono in sostanza nel 1974. Lo Stato impose il segreto politico-militare di fronte all'incriminazione dell'ammiraglio Eugenio Henke, capo del Servizio Informazioni Difesa (SID). Emilio Alessandrini, in seguito assassinato da Prima Linea, che indagava sull'attentato disse al collega D'Ambrosio: "Ci hanno tolto l'inchiesta, ma ci hanno salvato la vita".
Da allora in Italia operano due livelli. Quello dei cittadini normali e uno superiore che decide senza chiedere, che informa senza informare, che non si farà mai processare
"La storia di un Paese in cui è stato assassinato il più importante dirigente industriale, Enrico Mattei, il più importante uomo politico, Aldo Moro, l'uomo delle forze dell'ordine più rappresentativo, il generale Dalla Chiesa, uno dei giornalisti più capaci di penetrare le trame del potere, Mino Pecorelli, uno dei banchieri "cerniera" tra mondo laico e Vaticano, Roberto Calvi, in cui si è tentato di uccidere il papa più eminente del secolo scorso, Giovanni Paolo II - e c'è chi sospetta fortemente dell'uccisione del suo predecessore, Giovanni Paolo I. Come potranno i giovani trovare radici e alimento politico culturale e morale nella nostra memoria se certi suoi nodi irrisolti non vengono sciolti?" Paolo Cucchiarelli.

> Citazioni e riferimenti dal libro: "Il segreto di Piazza Fontana" di Paolo Cucchiarelli, edizioni Ponte alle Grazie

venerdì 11 dicembre 2009

...e la lotta continuerà...


...all'orizzonte, seminascosti nella nebbia di questa fine autunno, si intravedono i resti del nemico sconfitto, forse ancora pronti a dare battaglia: occorre mantenere la guardia alzata e stare pronti a colpire ancora ed ancora fino al suo annientamento totale: la prossima settimana, dopo una marcia di avvicinamento, si potrà constatare l'entità del pericolo; nel frattempo si sta in attesa, e le ore corrono veloci...

mercoledì 9 dicembre 2009

...una carezza per Kelly...

...Alle 8 di questa sera una chiamata da Sandro, mio nipote: ultimi accordi per domani, appuntamento alle 07.00 circa per la visita di Ivan; mi dice che Roby ha trovato lavoro in una pizzeria, sia pure solo per queste feste, e poi, con finta indifferenza, che Kelly, la cagnetta più giovane è morta nella notte, secondo il veterinario per gastroenterite...rimane Kira, la più vecchia e se ne va questa lupacchiotta di tre anni...la morte lascia sempre un segno in noi, profondo, sia che riguardi noi umani che i nostri amici animali, esseri semplici ma insostituibili per l'affetto che ci donano ogni giorno senza nulla chiedere...
Ciao Kelly, corri felice nel tuo paradiso, accanto al piccolo Charlie, Lupa, Johnson e gli altri che ti hanno preceduto e non dimenticatevi delle mie carezze...

lunedì 7 dicembre 2009

...da Libero news...

Russia e India insieme contro mutamenti climatici

COPENAGHEN - Russia e India hanno lanciato un appello comune per "una azione internazionale immediata per il controllo sui mutamenti climatici". In una dichiarazione congiunta adottata a Mosca dal presidente russo Dmitri Medvedev e dal premier indiano Manmohan Singh si sottolinea la volontà dei due Paesi a "continuare il lavoro costruttivo allo scopo di favorire il successo della Conferenza dell'Onu sul clima a Copenhagen, in conformità ai principi e alle tesi della Convenzione dell'Onu sui cambiamenti climatici e al 'Piano d'azione di Balì, ma anche tenendo conto del principio della responsabilità comune ma differenziata e delle rispettive possibilità dei diversi stati".

200 MLD DI DLR L'ANNO PER IL SUCCESSO DELLA CONFERENZA
Ammonta a 200 miliardi di dollari l'anno da destinare, a partire dal 2020, ai Paesi in via di sviluppo, la somma di denaro che i Paesi sviluppati dovrebbero spendere per assicurare il successo del vertice di Copenaghen. A fare la stima sono state le organizzazioni Oxfam International e Ucodep (Unità e Cooperazione per lo Sviluppo dei Popoli) nel giorno di apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Copenaghen.

Secondo Oxfam e Ucodep, è necessario un fondo globale di 150 miliardi di dollari l'anno a partire dal 2013, per poi arrivare almeno a 200 miliardi entro il 2020. La quota iniziale che Usa e Ue dovrebbero versare è di 50 miliardi di dollari l'anno ciascuno. "Raggiungere il successo a Copenaghen costa 200 miliardi di dollari: una cifra che aiuterà le popolazioni più povere ad adattarsi ai cambiamenti del clima - ha spiegato Antonio Hill, esperto di Oxfam International - noccioline se confrontate con gli 8.400 miliardi di dollari per salvare le banche".

Alcuni grandi Paesi in via di sviluppo, come l'India, vogliono impegnarsi nel ridurre le emissioni, a patto che i paesi industrializzati forniscano il sostegno necessario. Secondo Oxfam e Ucodep, a Copenaghen gli Usa hanno l'opportunità di contribuire al processo annunciando un consistente pacchetto di aiuti finanziari per il clima. Mentre l'Ue può contribuire a cambiare le cose, annunciando la volontà di anticipare la sua quota dei fondi per il clima. "Non basta essere presenti alla conferenza - ha dichiarato Elisa Bacciotti, portavoce di Oxfam International e Ucodep - occorre anche la volontà politica di prendere degli impegni chiari per aiutare i Paesi in via sviluppo a fronteggiare la crisi climatica".

domenica 6 dicembre 2009

...da Libero news...

No B-Day Bersani "Una buona giornata"


ROMA - Il compito del Pd è di "mettere in comunicazione" le "energie nuove" viste ieri al No B day, con tutte le forze che vogliono l'alternativa. Lo ha detto Pierluigi Bersani, segretario del Pd, al Tg3. Bersani ha detto di non essere pentito di non aver fatto partecipare ufficialmente il Pd alla manifestazione: "sono convinto della nostra scelta" "E' stata una buona giornata - ha aggiunto - che ha mostrato una energia nuova. Ora il compito del Pd è mettere in comunicazione queste e tutte le altre forze che vogliono una alternativa. Ci siamo stati - ha concluso Bersani - e il nostro compito è di mettere in comunicazione queste energie".

Della manifestazione ha parlato anche il presidente dell'Italia dei Valori Felice Belisario: "La piazza viola, con le centinaia di migliaia di giovani e di famiglie, ha sfilato in maniera determinata ma pacifica. Da ieri fare opposizione in Parlamento e nel Paese sarà più facile per il centrosinistra e per l'Italia dei Valori perché sappiamo di avere alle nostre spalle un popolo intero che sostiene il nostro operato". "Con la piazza di ieri - ha aggiunto - abbiamo chiesto le dimissioni di Berlusconi per la sua incapacità di risolvere i problemi del paese e per impedire che la sua azione, in costante conflitto di interessi, possa servire solo a risolvere i suoi problemi personali con le solite leggi ad personam a cui ci opporremo sempre".

IERI LA MANIFESTAZIONE, "SIAMO PIU' DI UN MILIONE"

di Giovanni Innamorati

ROMA - I partiti di opposizione scavalcati dalla piazza, dove si vedono tantissimi giovani che invece sono sempre piu' rari nelle sedi dei movimenti politici. Questo l'aspetto piu' vistoso del 'No B Day', la prima manifestazione mai convocata in Italia via web, senza l'appoggio di apparati organizzativi di partiti o sindacati. Una manifestazione con un unico messaggio espresso insieme con rabbia e allegria: ''Berlusconi vada a casa''. Proprio il manifesto lanciato su Facebook a ottobre per convocare la manifestazione mostra tutto l'approccio impolitico dell'iniziativa: ''non ci interessano le conseguenze delle dimissioni di Berlusconi; l'importante e' che si dimetta subito''.

Ed ecco che i partiti di opposizione oggi si sono dovuti accodare. Gli organizzatori hanno parlato di oltre un milione di presenti. la Questura di 90 mila. Quel che e' certo e' che hanno riempito piazza San Giovanni. I manifestanti hanno applaudito tutti quelli che hanno sfilato nel corteo con loro, da Di Pietro a Rosy Bindi, da Paolo Ferrero a Oliviero Diliberto, da Nichi Vendola ad Angelo Bonelli dei Verdi. Le polemiche per la mancata presenza ufficiale del Pd, sollevate da Idv e dagli altri partiti di sinistra, si e' vista quindi solo nel retropalco piu' che nella piazza, che aveva solo voglia di gridare assieme ''Berlusconi dimettiti'' come e' stato ritmato piu' volte. Pier Luigi Bersani, alla fine, ha inviato la 'pasionaria' Rosy Bindi, festeggiatissima dai manifestanti: ''abbiamo perso tre settimane a litigare con Di Pietro - sospira Pippo Civati - e a dividerci tra noi sul nulla''. Di Pietro, sempre attorniato dalle telecamere, ha attaccato il governo a testa bassa (''e' mafioso, fascista e piduista'') ma non e' riuscito a monopolizzare l'iniziativa. Paolo Ferrero analizza cosi' la paura del Pd per questa piazza: ''hanno una concezione vecchia, in cui i partiti hanno il monopolio della politica. Ma ormai non e' piu' cosi', e il primo compito dei partiti e' ascoltare la societa'''.

Cosi' in molti hanno evitato di fare dichiarazioni, sottolineando piuttosto di voler ascoltare la piazza: da Dario Franceschini a Fausto Bertinotti. La prima sfida per il centrosinistra consiste ora nel proporre a questa piazza un'offerta politica adeguata. La seconda sfida e' costituita dalla massiccia presenza di giovani in quella che Ferrero ha definito ''una manifestazione generazionale, convocata con mezzi generazionali''. Sono passati solo otto anni dal 2001 e i Girotondi sono gia' archeologia.

S.BORSELLINO,BERLUSCONI E SCHIFANI SONO VILIPENDIO
"Il vero vilipendio è che persone come Schifani e Berlusconi occupino le istituzioni. Schifani non vuole chiarire i rapporti avuti con la mafia nel suo studio professionale". Lo ha detto Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, in un intervento alla manifestazione del No B Day, interrotto più volte dall'ovazione della folla.

MONICELLI, MANIFESTAZIONE BELLA E GIOVANE
"Questa è una manifestazione bella perché è giovane, non c'é cupezza, non c'é aria di sconfitta", ha detto Mario Monicelli, giaccone bianco, sciarpa viola e coppola, intervenendo sul palco. "Tenete duro, viva voi, viva la vostra forza, viva la classe operaia, viva il lavoro" ha aggiunto. Secondo il regista, "dobbiamo costruire una Repubblica in cui ci sia giustizia, uguaglianza, e diritto al lavoro, che sono cose diverse dalla libertà".

LA DIRETTA SULLA TV DANESE - Il No B day trasmesso in diretta dalla Tv danese, oltre che da Rainews 24, Sky Tg24, Red Tv e You Dem. "Possiamo essere soddisfatti - ha detto Gianfranco Mascia, uno degli organizzatori - del fatto che ci sarà la diretta di una rete televisiva pubblica nazionale: quella Danese. Infatti abbiamo saputo che il canale televisivo pubblico della Danimarca ha deciso di mandare in onda non solo P.zza San Giovanni, ma seguirà tutto il corteo. Una bella dimostrazione di democrazia nei confronti di chi - alla RAI - ha preferito non concedere la diretta TV".

venerdì 4 dicembre 2009

...Leukomed T...

Una stanza d'ospedale, forse sei x cinque, di servizio, ingombra di carrelli carichi di garze, tintura di iodio, bende, e poi strumenti strani, il cui unico segno di vita è un led verde che si ostina a splendere, e poi contenitori di vetro issati su trespoli a raggiera, muniti di ruote, ed Elisa collegata a una flebo, e poi ad un'altra, in attesa di un esame importante...ultimi strascichi, speriamo, di una battaglia durissima, vinta.

giovedì 3 dicembre 2009

At the end of everything

I walked trough the mists of my mind
I fought against the demons of the past
What I discovered after that is a love that doesn't last
Which can be pushed away by a lightly wind

I'll tell the truth, nothing is alright,
but if you trust in me everything will find a way,
we can do it somehow, now, tomorrow or a far day,
we can love us as long as last the night

The only thing we should find is an hope for tomorrow,
I don't care of the next death coming
as the only thing I want now is to heal your inner sorrow

love me as it could be possible as if this love lasted forever,
believe me, star the sky and with your hardest scream,

CRY,
cry and give me your anger, love me now and ever...