domenica 31 marzo 2013

... ciao marzo ...

... un altro mese di questo nuovo anno mi lascia, e sta per iniziarne uno in cui forse ci sarà "da sudare" ... speriamo bene ...

venerdì 29 marzo 2013

... da affaritaliani.it ...

Verso il governo balneare. Elezioni anticipate ad ottobre Venerdì, 29 marzo 2013 - 16:52:00 Di Tommaso Cinquemani (@Tommaso5mani) e Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74) I veti incrociati legano le mani del Presidente della Repubblica. Da vero uomo politico qual è Berlusconi ha disarmato il Pd sottolineando in conferenza stampa di non aver messo sul piatto delle trattative per il prossimo governo il nome del prossimo inquilino del Quirinale. Ma c'è di più: con la sua apertura al Pd per un governo politico Berlusconi appare come l'uomo responsabile, che non vuole lasciare il Paese in balia di Grillo. Bersani dal canto suo non ha alcuna intenzione di governare con il Pdl, men che meno con Alfano che fa da portavoce del Cavaliere. "Sarebbe la morte del Pd", dicono i suoi. Nei corridoi del Quirinale Napolitano cerca febbrilmente una via d'uscita. Per qualche ora si è pensato addirittura di cogliere l'apertura fatta da Grillo su 'pseudo tecnici'. Un governo cioè formato da personalità non politiche di alto profilo. Ma l'ipotesi è subito decaduta: troppa instabilità, troppi rischi. E la parola fine l'ha messa lo stesso comico: "Mai parlato di pseudo tecnici". Spunta allora una scappatoia di cui non si sentiva parlare dai tempi della Dc: il governo balneare. Un governo del presidente che abbia un'agenda limitata e che traghetti il Paese attraverso l'estate. L'agenda deve essere fortemente limitata: la riforma elettorale, il salvataggio degli esodati, lo sblocco dei fondi per le Pmi e infine la legge di stabilità. Tra i collaboratori di Napolitano circolano con insistenza i nomi di Fabrizio Saccomanni e Anna Maria Cancellieri, ma anche di Fabrizio Barca e nelle ultime ore è in pole position, a sentire le voci di Montecitorio, il presidente dell'Istat Enrico Giovannini. Il governo balneare, lo dice la parola stessa, non andrebbe oltre l'autunno. Il calendario istituzionale infatti è serrato. Tra due settimane il Parlamento dovrà iniziare a discutere del successore di Napolitano che entrerà in carica il 15 maggio. Quarantacinque giorni minimo tra lo scioglimento delle Camere e le nuove elezioni. Si arriva cosi a luglio. Tropo tardi per votare. Le elezioni verrebbero quindi indette a ottobre, giusto il tempo per la campagna elettorale post vacanze estive. Se il Pdl sembra compatto dietro a Berlusconi, nel Pd si iniziano a sentire i primi scricchiolii. I fedelissimi di Bersani marciano compatti dietro al segretario insieme ai giovani turchi. Ma le altre componenti del partito scalpitano e aspettano che Napolitano dica la sua sul prossimo governo. Poi inizieranno i distinguo e la lotta interna. Nel Pd infatti non sono pochi quelli che vorrebbero le larghe intese. "Finché è in campo il tentativo del segretario il partito ha il dovere di sostenerlo", spiega Paolo Gentiloni, leader dell'area cattolico-moderata. "Abbiamo anche detto però nella famosa Direzione che se il tentativo non andasse in porto la parola passava al presidente della Repubblica e lo aiuteremo nei tentativi che farà. Una cosa è certa: non si può tornare al voto con questa legge elettorale". Ma insieme a lui ci sono anche i lettiani, i veltroniani e soprattutto i renziani. Alcuni sussurrano la possibilità che Napolitano affidi l'incarico ad una personalità come Enrico Letta, capace di condensare appoggi trasversali. Ma a quel punto il Pd collasserebbe su se stesso. E Napolitano questo non lo può permettere, per il bene del Paese.

giovedì 28 marzo 2013

... l'amore è ...

... con la speranza di aver presto anch'io qualcosa da portare sempre con me ...

... da LeG ...

La discussione politica al seminario di LeG Sabato 23 marzo si è svolto il seminario dei soci di Libertà e Giustizia. Una discussione di molte ore cui hanno partecipato coordinatori e rappresentanti di moltissimi circoli. 1) Libertà e Giustizia si rivolge al Pd, quale interlocutore politico essenziale e custode di una tradizione democratica che deve essere salvaguardata e rinnovata, per chiedere che nel drammatico percorso aperto dalle elezioni non siano sacrificate, per ottenere un risultato purchessia, la trasparenza delle condotte e la chiarezza delle posizioni. Solo poche settimane fa i due terzi degli italiani hanno votato per porre termine al ventennio berlusconiano, al degrado politico e morale e all’inettitudine economica che lo hanno caratterizzato. Di fronte al rischio che Berlusconi torni in gioco, distruggendo definitivamente la credibilità internazionale del paese e la fiducia di tanti cittadini nelle istituzioni, il Pd ha la responsabilità di trovare soluzioni che non tradiscano la speranza degli italiani nell’ineludibile rinnovamento della politica. Libertà e Giustizia crede che proprio la consapevolezza delle cause della attuale crisi debba guidare il Pd a rifiutare maggioranze raffazzonate, patti e trattative sottobanco, il cui respiro, così come accaduto in passato, sarebbe breve e infine autodistruttivo per lo stesso partito, e lesivo degli interessi comuni dell’Italia. 2) Libertà e Giustizia si rivolge inoltre al Movimento 5 Stelle che ha intercettato e mobilitato una fortissima richiesta di cambiamento della politica. E pone al Movimento alcune domande. Tra le quali alcune ci sono suggerite dalla Costituzione. Quali garanzie offre alla democrazia (art. 49) il suo “non-statuto”? Quale libertà - motivata, responsabile, “alta” – il Movimento assicura agli eletti alle Camere (art. 67)? Un’altra domanda ci viene dallo slogan “uno vale uno”. Anche noi crediamo che ciascuno ha diritto di contare (“uno vale uno”), ma dato che una comunità non è solo una somma di individui, cosa pensa il M5S rispetto ai grandi temi sociali dell’integrazione, della sicurezza, della tolleranza? Infine LeG chiede al M5S di non sottovalutare la legittima inquietudine prodotta da alcuni slogan che possono risultare oscuri e non facilmente comprensibili al cittadino elettore. 3) Libertà e Giustizia esprime forte preoccupazione rispetto ai progetti di riforma della Costituzione ipotizzati nel cosiddetto “doppio registro o binario” proposto dal Pd. Sul tema LeG ribadisce la sua posizione sulle riforme: è pensabile ridurre il numero dei parlamentari, correggere il bicameralismo perfetto, cancellare le provincie; ma l’associazione rimane assolutamente contraria a forme di presidenzialismo o semipresidenzialismo, che porterebbero a uno sconvolgimento complessivo dell’equilibrio dei poteri a fondamento della nostra Carta costituzionale. Inoltre LeG chiede con forza che qualunque riforma costituzionale venga sottoposta a referendum confermativo, per ascoltare la voce dei cittadini su ogni singolo articolo. Libertà e Giustizia ricorda a tutte le forze politiche che le prime cruciali emergenze da affrontare da parte del parlamento e di qualunque governo sono il lavoro e il futuro dei giovani e la legge elettorale. Sul sito il resoconto della giornata, le foto, i contributi dei soci e dei circoli. Nel corso della riunione è stato salutata con un grande applauso la notizia che la coordinatrice del circolo di Messina, Giusi Furnari, è candidata a sindaco della sua città. Associazione Libertà e Giustizia viale Col di Lana 12 - 20136 Milano MI tel 0245491066 - fax 0245491067 info@libertaegiustizia.it - www.libertaegiustizia.it

sabato 23 marzo 2013

... run, run, run, ...

... corri, corri, corri, prima o poi anche per me ci sarà una vera rivoluzione, intanto abbandoniamo i sentieri che ci appaiono interrotti, vero Laura? ...

venerdì 22 marzo 2013

... da LeG ...

Nella trappola della crisi, il lavoro come questione sociale Scuola di formazione politica di Libertà e Giustizia Pavia – Collegio Ghislieri 6/7 aprile 2013 Dopo il successo del primo weekend formativo della scuola politica di Pavia di LeG sul diritto del lavoro l'appuntamento è per il 6/7 aprile per approfondire le politiche pubbliche e sociali del lavoro in Italia e nel mondo. La scuola apre sabato mattina con un'analisi politico-economica della crisi dell'occupazione soprattutto giovanile, con gli interventi degli economisti Giorgio Lunghini e Marco Leonardi, per proseguire nel pomeriggio con una lettura sociologica della grave situazione del Paese con i contributi di Chiara Saraceno e Enrica Chiappero. La sera una discussione aperta sul tema “Expo 2015: opportunità o spreco?”, diversi punti di vista che Antonio Lareno Faccini della Camera del Lavoro di Milano sottoporrà all'attenzione dei presenti. Domenica mattina infine uno sguardo allo scenario drammatico che si estende a livello europeo e mondiale con Stefano Rodotà e la partecipazione di Salvatore Veca e Sandra Bonsanti. Leggi il programma completo. Associazione Libertà e Giustizia viale Col di Lana 12 - 20136 Milano MI tel 0245491066 - fax 0245491067 info@libertaegiustizia.it - www.libertaegiustizia.it

... notizie NOTAV ...

AMBIENTEVALSUSA 21 marzo 2013 LA VALLE C'E' LA RISPOSTA DEI CITTADINI ALLA MALA POLITICA E’ COMINCIATA IN VALSUSA Con questa mail, inviata ad alcune decine di migliaia di amici, riprendiamo a pieno ritmo le attività di Ambiente Valsusa, il sito internet storico (nato nel 2001) sulla vicenda TAV Torino Lyon. Grazie al lavoro ed al contributo di alcuni cittadini che da anni si impegnano a studiare progetti, verificare dati e raccogliere materiale sulla questione, a giorni saremo in grado di proporre ai nostri amici lettori un sito più moderno e con una nuova veste grafica, contenente anche le notizie degli anni trascorsi. In realtà l’obiettivo che abbiamo è anche quello di fornire dati non truccati ai pochi residuali SI TAV che si ostinano a credere alle favole di Virano & Co. Infatti è fuori dubbio che molte persone abbiano cambiato idea semplicemente informandosi. All’inizio della vicenda Torino-Lyon, il nostro è stato l’unico sito dedicato interamente al TAV; per fortuna oggi non siamo più soli, ci sono tanti siti no Tav ed ognuno può specializzarsi utilizzando tutti gli strumenti a disposizione: twitter, facebook, i video, riprese in diretta. Noi cercheremo di essere sempre all’altezza, il lavoro è tanto, non ci sono doppi fini, soltanto evitare gli sprechi, cosa non di poco conto in questo difficile momento economico. Ci occuperemo in particolare dello studio dei progetti ovvero la parte tecnica e di costi, cioè la componente economica ; cercheremo di aprire al contributo di tutti e saremo grati perciò a chiunque vorrà aiutarci con analisi o scritti appropriati. Alla maggioranza dei lettori non deve però sfuggire che sono anni che si sprecano risorse. Lo stesso Virano ammette che sono stati realizzati almeno 11 studi sulla Torino-Lione. Qualcuno li ha commissionati. Altri li hanno pagati… i contribuenti, gli stessi che si vedono tagliati pensioni, sanità, scuola. Progetti inutili che però sono serviti a coinvolgere nel tempo tutti i territori: sinistra Dora, destra Dora, Valsangone, val Cenischia, Val Clarea, zone pianeggianti di Pianezza, Rivalta, Rivoli, Settimo, fino ad arrivare a Montanaro per le discariche. Peggio non potevano fare, infatti oltre ai costi è aumentata una cosa sola: l’opposizione. Bisogna ammettere che solo dei fenomeni potevano riuscire nell’intento di aumentare i costi di un’opera inutile. Fenomeni paraculati dalla mala politica e qualcuno sostiene anche dal malaffare. Altro risultato da guinness, aver creato un duraturo scontro sociale tra FF.OO e quelle che il potere identifica in “frange dei centri sociali, anarchici ed autonomi”. Purtroppo invece noi sappiamo che lo scontro è con la gran parte con la popolazione, o almeno con quella parte di popolazione che è stufa di subire illegalità ed eccessi in nome di un progresso rappresentato artificialmente da opere inutili e spreco di denaro. Insomma l’esperienza Torino Lyon in realtà si può tranquillamente definire un esperimento dittatoriale esercitato su un territorio limitato. C’è di peggio? No, fare peggio era umanamente impossibile perfino per questi fenomeni. Il risultato è uno spreco spropositato di denaro pubblico, la perdita di fiducia nello Stato da parte dei cittadini, la militarizzazione coatta e priva di effettive ragioni di Stato, ma piuttosto nel nome della difesa di un affare utile ai soliti noti, spesso neppure troppo rispettabili. Il risultato è l’impoverimento del Paese, l’abbandono da parte dei vecchi partiti politici di ogni residua modalità di ascolto dei cittadini. Tutto ciò ha provocato infine la reazione plausibile verso una classe politica corrotta e mai sazia al grido di TUTTI A CASA! Ed ecco il risultato del M5S che arriva in valle a superare in media il 40% di voti. I soldi non ci sono. Il TAV non si farà. Non si illudano questi divoratori di risorse, il nostro lavoro, l’attività di migliaia di cittadini onesti contro lo spreco ed il malaffare è appena cominciato. Il TAV è solo l’affare più goloso per questi uomini vergognosi. Noi sappiamo benissimo che queste sanguisughe, dirottatori (nei loro portafogli) di risorse pubbliche non molleranno facilmente, pronti a riciclarsi negli appalti ospedalieri, nelle speculazioni immobiliari e nel consumo di territorio, in affari al limite della legalità ed anche oltre… A questo punto la presa di coscienza della gente è diventata irreversibile, ma non basta, serve anche l’impegno di chi deve garantire i cittadini, Magistratura in testa, che come nel più tipico dei casi è prontissima a colpire chi si oppone al TAV ma ha enormi difficoltà a controllare appalti, verificare la natura delle società interessate all’opera, i titolari, la provenienza dei capitali…ecc. Bisogna fermare lo spreco anche tornando a chiamare le cose col loro nome e tocca ai parlamentari ristabilire alcune norme basilari, eliminando le leggi permissive sul falso in bilancio, evitando remunerazioni milionarie, l’accentramento di cariche pubbliche in poche mani, il coinvolgimento delle banche negli affari truffaldini. Tutti i lettori hanno ben chiara la situazione. Bisogna agire ora ed il TAV è solo uno, forse l’esempio più evidente di ciò che oggi non funziona. Dunque diamoci da fare per mandare a casa chi vuole continuare la truffa. Il TAV è già fermo, ma questa truffa continua… più o meno come è successo per il Ponte sullo stretto Per fermare anche la truffa partecipiamo numerosi alla marcia del 23 marzo, senza mai smettere di informarci, informare, parlare, spiegare. La nostra è una bella comunità di persone. Una comunità che va ben oltre la Valle, che ha dato speranza a tante persone, in tutta Italia. Abbiamo la responsabilità di coinvolgere e farci coinvolgere aiutando questo povero Paese a crescere prima di tutto moralmente, e per farlo servono tutte le persone di buona volontà. Poco importa se hanno votato o chi hanno scelto. Le persone serie hanno principi solidi. A noi servono queste persone e anche al Paese! A sarà dura ma ce la faremo Grazie a tutti per l’attenzione. La redazione di Ambiente Valsusa Scrivi a: info@ambientevalsusa.it