Ernesto Bronzelli.
lunedì 2 novembre 2026
... post - partita ...
Sono andati in Ciociaria.
Non al Santiago Bernabeu, non a giocare una finale di Champions.
In Ciociaria.
Che farebbe già ridere eh.
E il Torino di Abate è riuscito a non presentarsi nemmeno in campo.
Una prestazione di merda: senza attenuanti. Senza dignità.
Una squadra senza capo né coda che ha smesso di giocare ancora prima di cominciare.
Novanta minuti a guardare gli altri fare quello che nel calcio dovrebbero fare tutti: provare a tirare in porta per segnare.
Primo tiro serio al minuto ottanta, per la cronaca.
Dopo Como si era applaudito, nonostante la sconfitta.
Oggi no.
Oggi in bocca resta soltanto merda e letame. E parecchio.
È l’ennesima umiliazione (perché il 2-0 è risultato strettissimo per il Frosinone) di una gestione scellerata che da vent’anni ci porta in giro per l’Italia a raccogliere figure di merda.
Cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori, ma il risultato è sempre lo stesso.
Una barzelletta raccontata da qualcuno che ride soltanto lui.
A proposito: Cairo in settimana ha parlato.
Ha incensato, si è incensato, si è fatto i pompini da solo.
Il solito disco rotto.
Poi si scende in campo e arriva puntuale la solita porcata.
Oltre a essere uno sfigato senza precedenti, è anche un gatto nero con la residenza in un nido di gufo.
Domani comunque, esce la Gazzetta.
State tranquilli.
Probabilmente della partita non parlerá: al massimo due righe da osservare al microscopio.
Magari ci racconterà di traverso della “favola Frosinone” perché diciamolo: quanto cazzo piacciono agli italiani le “favole” nel calcio?
Finché non rompono i coglioni ovviamente.
Non accenneranno al fatto che quella favola non siamo e non saremo mai noi.
Al massimo ci sarà un’occhiello su quanto siamo fortunati ad avere Cairo.
E noi qui, ancora una volta, ad ingoiare merda.
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