domenica 1 novembre 2026

... parole chiare!!! ...

Egregio Presidente del Consiglio, 

è con grande sgomento che ho visto il video nel quale Ella dichiara, con la protervia e l'arroganza che la contraddistinguono, di trovare vergognoso che un giudice abbia scarcerato un uomo dopo aver verificato che non aveva commesso nessuno dei reati ascrittigli dal PM. Lo sgomento è dovuto al fatto che io, essendo uomo di altri tempi, dei tempi in cui esisteva tra le Istituzioni una cosa chiamata rispetto, trovo scandaloso che la quarta carica dello Stato si permetta di sentenziare dichiarando vergognoso l'operato di un giudice, cioè di un altro Potere dello Stato. Devo ribadire, come da tempo affermo, che Ella mi appare totalmente priva di qualsivoglia requisito per occupare il posto in cui è stata collocata. La Sua ignoranza in Economia, Scienza delle Finanze, Diritto Costituzionale è spaventosa e si manifesta in costanti esternazioni che fanno rabbrividire chi, come me, ha studiato seriamente queste materie. Eppure in questi quattro anni e mezzo avrebbe potuto pur trovare, tra una passerella e l'altra, tra un selfie e l'altro, una mezz'oretta di tanto in tanto per, non dico studiare, ma almeno leggere un sunto Cetim delle materie in questione. Il Suo mandato si sta malinconicamente avviando al termine. Non so se arriverà fino alla scadenza naturale o se troverà il modo di anticipare le elezioni. Comunque sia, mi auguro che i cittadini italiani si sveglino, si ricordino di questi sciaguratissimi quattro anni e vadano a votare. Mi auguro anche che il voto ci liberi dalla Sua fastidiosa presenza e che questi anni bui possano essere dimenticati al più presto. Mai l'Italia era caduta così in basso, mai nessun Presidente prima di Lei ci ha fatto vergognare così tanto di essere italiani. Se ne vada a godersi l'immenso guardaroba che si è comprata in questi anni, la villa faraonica che dobbiamo ancora capire con quali soldi ha pagato, non ci mancherà. 
Con la massima disistima. 
Un cittadino italiano coperto di vergogna e pieno di indignazione. 


 Alfonso La Rocca.

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