Il #buongiorno di Giulio Cavalli
La cravatta rossa, il cappellino Maga in mano e un tabellone illeggibile. Trump ha annunciato i suoi dazi come fosse in campagna elettorale, nel giardino della Casa Bianca trasformato in palcoscenico per l’ennesimo show. Lo chiama “Liberation Day”, ma sa di resa dei conti: 20% all’Unione europea, 54% alla Cina, 46% al Vietnam. Nessuna strategia, solo rancore moltiplicato per arroganza.
Trump tratta il commercio internazionale come una guerra personale. Parla di “reciprocità”, ma ignora che il sistema è già basato su regole condivise. Ignora che chi pagherà non saranno gli alleati infedeli ma i cittadini americani: le famiglie, che vedranno i prezzi salire, e le industrie, che rischiano l’isolamento. Lo ricorda Leon Panetta: così si spara nei piedi. Fitch prevede una recessione. Moody’s stima 5,5 milioni di posti di lavoro persi.
E l’Italia? È tra i 60 “cattivi”. Per Trump siamo colpevoli di eccellenza. Colpire il nostro export è colpire il cuore dell’economia italiana. Mattarella parla di errore profondo, Meloni prova a mediare, Bruxelles abbozza. Ma intanto il danno è già in corso.
Trump non tratta, impone. Usa i dazi come manganello geopolitico, disegna un’America che somiglia più all’autarchia del Novecento che a una potenza del XXI secolo. L’Europa, se vuole contare, deve scegliere: o il silenzio o la dignità.
Oltre ad essere uno dei peggiori presidenti è anche il più incapace e dannoso. Meloni e Salvini, gli scendiletto del danno, che dicono?
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Ottime le prime reazioni dei mercati americani ai dazi annunciati ieri da Trump. A Wall Street è profondo rosso. Il Dow Jones perde il 2,42%. Il Nasdaq sprofonda a -4,5%. Lo S&P 500 segna -3,55%. Sul fronte dei singoli titoli, Apple perde quasi il 7% (-6,85%). Tonfo anche per Amazon a -6,05% e Tesla dell'amico (o ex amico?) Musk chiude a -6,10%.
Ma come vi dicevo ieri il problema vero è che i dazi ad un'economia in caduta libera li stanno imponendo dei folli armati fino ai denti pronti a minacciare il mondo con le loro armi. E infatti dopo i dazi le minacce. Dopo l'annuncio dei nuovi dazi da parte di Donald Trump il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, ha avvertito i Paesi colpiti di "non reagire" alle misure.
Capito? Dobbiamo subirli. Fine del libero mercato. Ma a decretarla possono essere solo loro. Unilateralmente. Gli americani. I nuovi padroni del mondo. Noi non possiamo a nostra volta liberamente applicare dazi Siamo sotto minaccia. E non solo a parole evidentemente.
Ma tranquilli. Se volete evitare problemi di ogni tipo coi nuovi sceriffi dell'ordine mondiale basta ubbidire. "Se volete zero dazi, fate i prodotti qui in America" ha dichiarato Trump. Capito? Basta portare la produzione in America e piegarsi ai diktat di un'impero ed un'economia in piena decadenza che i nuovi padroni saranno clementi coi sudditi. Decadente e senza dignità. Senza alcuna dignità!!!
Mario Imbimbo.