1. ECONOMIA. Per Meloni sono “incoraggianti” i dati su occupazione e potere d’acquisto delle famiglie. Dipende. Non sono incoraggianti per oltre 12 milioni di inattivi, per i pensionati con minima e e gli operai per cui hanno messo solo 2-3 euro in manovra. Viceversa sono incoraggianti per ministri e sottosegretari a cui hanno aumentato i rimborsi.
2.BOLLETTE. L’anno scorso Meloni aveva detto che non poteva rispondere in 20 secondi a una domanda sul caro energia. Oggi la risposta: “interverremo sui costi dell’energia”. Con calma, mi raccomando.
3. TASSE. “Avremmo voluto fare di più”. Fermatevi, avete già stabilito il record di pressione fiscale. Siamo già alla seconda edizione del Libro sulle tasse.
4. SICUREZZA. “I risultati per me non sono sufficienti”. Finalmente un po’ di realtà. Però ha subito dato la colpa ai giudici, zero autocritica. Ma è il suo Governo che ha fatto leggi che fanno scappare i ladri perché vengono avvertiti prima dell’arresto e spedito le forze dell'ordine a guardare centri vuoti in Albania.
5. UCRAINA. Dopo averci detto per oltre 3 anni che non si tratta con Putin e che dobbiamo scommettere sulla vittoria militare dell’Ucraina, oggi Meloni senza battere ciglio dice che l’Europa deve parlare con la Russia. È quello che abbiamo sempre sostenuto. In mezzo: invii militari, morti, devastazioni, danni economici a carico degli italiani, piano di riarmo… Dopo la telefonata a Putin ci aspettiamo le scuse a tutti gli italiani.
6. POLITICA ESTERA. Ci ha dato la conferma: per lei il diritto internazionale vale fino a un certo punto … fino a Trump!
7. SANITÀ E RIARMO. Ha indicato le sue priorità ma non ha detto nulla su quel che intende fare su file ai pronto soccorso e aumento fino a 6 milioni del numero di italiani che non si curano. E ha taciuto che una sua priorità è il Riarmo, con aumenti di oltre 23 miliardi in 3 anni.
Una dimenticanza…
A un certo punto della conferenza stampa di Giorgia Meloni, la giornalista dell’Espresso Susanna Turco ha ceduto il suo spazio per la domanda al direttore di “Fanpage” Francesco Cancellato, la cui richiesta di parlare stranamente si è persa.
E Cancellato ha raccontato tutto: lo spionaggio personalmente subito con Paragon, quello nei confronti del collega Ciro Pellegrino, di comunicatori politici, giornalisti, editori, persino sacerdoti delle ong come don Mattia Ferrari.
E poi ha fatto una domanda semplice semplice ma fondamentale:
“Presidente Meloni, io le chiedo, alla luce di tutto questo, cosa ha fatto e cosa intende fare il governo per venire a capo di questa situazione che si protrae ormai da oltre un anno?”
E Meloni non ha detto mezza parola né su cosa ha fatto e men che meno su cosa intende fare, al di là di una formuletta di rito.
Anzi, ha assunto il suo classico tono passivo-aggressivo e ha letteralmente sminuito la gravità della situazione, presentandosi incredibilmente come l’unica vera vittima di spionaggio.
“Io non ho trovato (parlando di Cancellato) la vita scandagliata e buttata sui giornali o i conti in banca spiati, i fatti sul padre morto undici anni prima o sulla situazione patrimoniale della madre o le inchieste che ci sono sulle Sos. Ci ho visto le mie. Per cui si figuri se non capisco di che cosa sta parlando. (…)
Ma o voi state sostenendo la tesi che io mi sono messo a spiare anche i miei conti in banca oppure forse bisogna fare attenzione alle accuse, e lo dico anche al direttore Cancellato che da mesi accusa implicitamente il Governo. Qui i fatti personali non di Cancellato ma di Giorgia Meloni sono finiti su tutti i giornali, quindi figuratevi se non sono solidale se non capisco di che cosa state parlando”.
Questa è letteralmente la (non) risposta della Presidente del Consiglio a un giornalista spiato che chiedeva risposte.
Contrattacchi. Sbuffi. Faccine. Vittimismo a palate.
Solidarietà piena al direttore Francesco Cancellato.
Uno dei pochissimi che oggi ha fatto una domanda (vera) alla Presidenza del Consiglio.
Anche se non avrà - e non avremo - mai una risposta.
E anche questo dice moltissimo.
Lorenzo Tosa.








